Hinche, Haiti: Situazione molto preoccupante anche nelle zone delle scuole rurali Agosto ’25

Il 27 luglio Jean Bonnelus, referente dell’operazione scuole rurali sostenuta dalla Rete Radié Resch ad Haiti e responsabile dell’FDDPA (Forza per la Difesa dei Diritti dei Contadini Haitiani), scrive alla Rete di Padova:

“Dall’invasione armata che ha colpito la città di Mirebalais il 31 marzo 2024, la situazione in tutta la zona che va dal Basso Plateau Centrale alla Valles de l’Artibonite è estremamente preoccupante. Le bande armate controllano ora la strada nazionale. Ogni spostamento è diventato estremamente rischioso, o addirittura impossibile, tra il Plateau Centrale e la Bassa Artibonite. Per rifornire alcune località, la strada secondaria alternativa è disseminata di posti di blocco illegali delle bande che impongono pedaggi clandestini. Da Hinche, manteniamo una comunicazione regolare con Dieusseul, situato a Dofine. Dieusseul, nonostante i rischi, si impegna a mantenere il collegamento tra le montagne e la città, in condizioni estremamente pericolose.

Il governo haitiano ha firmato un contratto con il gruppo mercenario americano Blackwaters per scacciare i gruppi armati. Sebbene le loro prime operazioni siano recentemente iniziate nella regione di Pétion-Ville, speriamo che la loro azione si estenda rapidamente oltre le zone ricche, verso le aree rurali martoriate. Noi continuiamo il lavoro di informazione e di sostegno alle famiglie sfollate e alle comunità isolate. Siamo in attesa della risposta di Josué Espinal, che ci ha rassicurato riguardo a una possibile spedizione di medicinali in coordinamento con la Rete Radié Resch.

Intanto, secondo Human Right Watch-HRW, “la crescente fame e la povertà estrema hanno costretto i bambini a unirsi a gruppi criminali, dove affrontano abusi, incluso lo sfruttamento sessuale”. Sono circa 500mila i minori che vivono sotto il controllo di queste bande. Amnesty International ha recentemente documentato come “l’insicurezza alimentare abbia raggiunto un livello allarmante, il sistema sanitario sia al collasso e le scuole costrette a chiudere a causa della violenza”. Quasi la metà della popolazione necessita di assistenza umanitaria, con 5,4milioni di persone che affrontano un’insicurezza alimentare acuta, 2 milioni al livello “di emergenza” e 8.400 al livello “catastrofico”. Il sistema sanitario è “sull’orlo del collasso”, con appena il 40% delle strutture funzionanti a livello nazionale e oltre 40.000 operatori sanitari fuggiti.

Ma a fine giugno, la follia di Trump dichiarava che Haiti è “paese sicuro” e comunicava la revoca dello status di protezione temporanea (TPS) che centinaia di migliaia di haitiani avevano avuto dopo il terremoto del 2010. Così, 500mila haitiani rischiano il rientro forzato in questo inferno umanitario. La revoca del TPS per gli haitiani diventerà effettiva il 2 settembre. Siamo all’apice della disconnessione dalla realtà, una revoca che nega ogni evidenza anche se lo stesso Dipartimento di Stato continua a sconsigliare i viaggi ad Haiti “a causa di rapimenti, criminalità, disordini civili e assistenza sanitaria limitata”. Una contraddizione, l’ennesima, che evidenzia la follia di decisioni che ignorano la catastrofe umanitaria in corso.”

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