A inizio settembre la Rete Radié Resch ha aderito all’appello contro il Ddl antisemitismo approvato in Senato lo scorso 4 marzo, e ora già al voto in Aula alla Camera il 2 ottobre.
Il Ddl intende contrastare l’antisemitismo adottando la definizione operativa dell’IHRA (International Holocaust Remebrance Alliance) che, in ben 7 degli 11 esempi esplicativi di presunti atti di antisemitismo, tende a sovrapporre – quindi a equiparare – le critiche alle politiche dello stato israeliano e il razzismo antisemita. Questo significherebbe tacciare di odio razziale la denuncia delle politiche coloniali, delle violazioni dei diritti umani e del genocidio del popolo palestinese – denunciato anche dall’Onu circa un anno fa –, della pulizia etnica e dell’apartheid.
Seguono brevi estratti dell’appello, promosso dalla Rete #NoBavaglio con la pronta adesione di oltre 200 associazioni che si sono ritrovate nel Presidio in piazza Montecitorio lo scorso 9 settembre, in occasione dell’avvio della discussione del Ddl in Commissione Affari Costituzionali della Camera:
“Il Ddl Antisemitismo si propone il paradossale obiettivo di trasformare in legge una definizione come quella dell’IHRA che invece nasce come giuridicamente non vincolante. Si tratterebbe dunque di una nuova, anomala, norma che amplierebbe, forzatamente, il concetto di antisemitismo, snaturandolo e trasformandolo in uno strumento per la repressione del dissenso politico e del diritto di critica ai crimini commessi dal governo israeliano, incentivando forme di autocensura letali per la nostra democrazia.
L’Italia sarebbe quindi il primo Paese in Europa, assieme alla Romania, ad assumere interamente la definizione IHRA con un’apposita legge dello Stato.
… Si costruisce così un quadro che minaccia direttamente le organizzazioni e ong impegnate nella denuncia della violazione dei diritti umani, le associazioni, i movimenti che lottano per l’autodeterminazione del popolo palestinese e in generale tutte/i le/gli attiviste/i, militanti, cittadine/i, studentesse e studenti e tutti i movimenti per la Palestina e le campagne di boicottaggio come BDS, …e ancora, insegnanti, docenti universitari, ricercatori, operatori culturali e artisti, associazioni sportive e atleti, che potrebbero essere accusati di antisemitismo semplicemente per analizzare, raccontare o denunciare le politiche israeliane e il genocidio in corso, o per azioni nonviolente di boicottaggio di Israele. …”
Oggi il fronte comune delle associazioni mobilitate, in una Lettera aperta alle deputate e ai deputati alla Camera chiede di “non approvare questo Ddl così come è attualmente formulato. In Italia esistono già strumenti normativi efficaci, come la Legge Mancino (legge 25 giugno 1993, n. 205). Basterebbe garantirne l’applicazione“ in modo che combattano davvero ogni forma di razzismo, perché la lotta al razzismo sia una lotta unica, indivisibile, senza gerarchie né eccezioni.


