Salvador Bahia, Brasile: operazione interrotta per violenza dilagante Aprile ’26

Rita Maria Alves, referente dell’operazione “Pequena Ponte” sostenuta dalla Rete Radiè Resch, ha inviato alla Rete di Cagliari una relazione sullo stato del progetto a 3 anni dall’avvio, con un triste aggiornamento sull’aumento esponenziale della violenza nel contesto e l’impatto sul progetto. Ringraziando la ReteRR per il sostegno, Rita Maria scrive:

“Questo progetto, ideato e gestito dall’Associazione Piccola Fraternità di Salvador Bahia con il supporto dalla Facoltà di Medicina dell’UniFTC-Salvador Bahia, si proponeva di interpretare i problemi cronici di salute fisica e mentale di 500 tra bambini e adolescenti (dai 7 ai 18 anni) esposti a situazioni avverse dovute a povertà, maltrattamenti e abusi e aiutare a modificare le diseguaglianze etnico-razziali nella mortalità infantile, soprattutto tra le popolazioni indigene e nere.
In questi anni abbiamo messo in relazione la vulnerabilità della popolazione infantile e giovanile con i problemi sociali, e avviato attività sportive con supporto sanitario ai bambini e adolescenti nel quartiere della periferia di Salvador Bahia dove è situata l’associazione. Abbiamo preparato il team di giovani studenti universitari e affrontato il tema “Esperienze avverse nell’infanzia” visitando e incontrando la popolazione coinvolta.
Purtroppo però in questo ultimo periodo il progetto ha subito un grande rallentamento a causa dell’aumento esponenziale della violenza nel nostro stato, della presenza di conflitti armati e delle azioni di gruppi armati organizzati nelle periferie, che hanno influito direttamente sulla sicurezza di studenti, docenti e personale e hanno danneggiato la continuità di progetti essenziali in ambito sanitario, educativo e di assistenza sociale.
Il collegamento con le Università è stato interrotto perché le Università non si sono assunte la responsabilità di inviare studenti nella Comunità per coadiuvare il lavoro dell’associazione; inoltre la presenza di diverse fazioni in lotta per il territorio anche nel quartiere ha aumentato ulteriormente la violenza, facendo vittime e portando insicurezza e ha compromesso il lavoro per il ridotto numero di partecipanti spaventati. Attualmente l’operazione sostenuta dalla Rete Radié Resch è stata interrotta.”