Rita Maria Alves, referente dell’operazione “Pequena Ponte” sostenuta dalla Rete Radiè Resch, ha inviato alla Rete di Cagliari una relazione sullo stato del progetto a 3 anni dall’avvio, con un triste aggiornamento sull’aumento esponenziale della violenza nel contesto e l’impatto sul progetto. Ringraziando la ReteRR per il sostegno, Rita Maria scrive:
“Questo progetto, ideato e gestito dall’Associazione Piccola Fraternità di Salvador Bahia con il supporto dalla Facoltà di Medicina dell’UniFTC-Salvador Bahia, si proponeva di interpretare i problemi cronici di salute fisica e mentale di 500 tra bambini e adolescenti (dai 7 ai 18 anni) esposti a situazioni avverse dovute a povertà, maltrattamenti e abusi e aiutare a modificare le diseguaglianze etnico-razziali nella mortalità infantile, soprattutto tra le popolazioni indigene e nere.
In questi anni abbiamo messo in relazione la vulnerabilità della popolazione infantile e giovanile con i problemi sociali, e avviato attività sportive con supporto sanitario ai bambini e adolescenti nel quartiere della periferia di Salvador Bahia dove è situata l’associazione. Abbiamo preparato il team di giovani studenti universitari e affrontato il tema “Esperienze avverse nell’infanzia” visitando e incontrando la popolazione coinvolta.
Purtroppo però in questo ultimo periodo il progetto ha subito un grande rallentamento a causa dell’aumento esponenziale della violenza nel nostro stato, della presenza di conflitti armati e delle azioni di gruppi armati organizzati nelle periferie, che hanno influito direttamente sulla sicurezza di studenti, docenti e personale e hanno danneggiato la continuità di progetti essenziali in ambito sanitario, educativo e di assistenza sociale.
Il collegamento con le Università è stato interrotto perché le Università non si sono assunte la responsabilità di inviare studenti nella Comunità per coadiuvare il lavoro dell’associazione; inoltre la presenza di diverse fazioni in lotta per il territorio anche nel quartiere ha aumentato ulteriormente la violenza, facendo vittime e portando insicurezza e ha compromesso il lavoro per il ridotto numero di partecipanti spaventati. Attualmente l’operazione sostenuta dalla Rete Radié Resch è stata interrotta.”


