A quasi tre anni e mezzo dall’aprile 2023, in SUDAN resta la maggiore — e la meno raccontata — crisi di sfollamento del pianeta: circa 20 milioni di persone con urgente bisogno di assistenza salvavita (OCHA 2026).
A luglio Amnesty International ha pubblicato il rapporto “City Under Siege, Children Under Fire: Rapid Support Forces’ Crimes Against Humanity in North Darfur” sulla presa di El Fasher, capoluogo del Darfur Settentrionale, da parte delle Forze di Supporto Rapido (RSF). I crimini documentati commessi dalle RSF includono omicidio, trasferimento forzato, incarcerazione, tortura, stupro, schiavitù sessuale e altre forme di violenza sessuale, sterminio e persecuzione. Centinaia di migliaia di bambini sono stati sfollati, rischiando ripetutamente la morte e il ferimento durante gli attacchi o la fuga. Innumerevoli sono rimasti orfani. Le persone con disabilità e gli anziani hanno affrontato attacchi mirati, abbandono ed esclusione da aiuti essenziali.
Amnesty conclude che sono stati commessi crimini contro l’umanità e pulizia etnica, con una persecuzione fondata sull’identità etnica, e ritiene che i fatti documentati possono essere rilevanti per il crimine di genocidio; l’indagine è tuttora aperta.
Amnesty chiede un cessate il fuoco immediato e il dispiegamento urgente di una forza internazionale di protezione dei civili.
Il rapporto di Amnesty International (in inglese):
https://www.amnesty.org/en/latest/news/2026/07/sudan-rsf-atrocities-in-el-fasher-a-stain-on-the-conscience-of-humanity-new-report/
La violenza, intanto, si è spostata verso il Kordofan:
http://www.fides.org/it/news/78013-AFRICA_SUDAN_Guerra_dei_droni_e_crisi_umanitaria_cresce_l_allarme_per_Darfur_e_Kordofan


