Ecuador: “12 ottobre, niente da festeggiare”: Giornata della Resistenza Indigena Ottobre ’26

Attraverso la Rete di Lancenigo, Nidia Arrobo Rodas, referente della Fundación Pueblo Indio del Ecuador (Quito) con cui la Rete Radié Resch è in contatto da lungo tempo, ci ha inviato un video di resistenza delle popolazioni native.
Il 12 ottobre per i popoli indigeni dell’Ecuador e di tutto il Sud America è la Giornata della Resistenza Indigena che si contrappone drasticamente alla celebrazione del Columbus Day, che celebra il 12 ottobre 1492 come il giorno della “scoperta” di un nuovo mondo. Al contrario, per le comunità native questa data segna l’inizio del genocidio dei popoli originari e del saccheggio coloniale. E’ quindi giornata di memoria storica della cancellazione sistematica delle identità native e lotta in difesa dei territori nativi contro lo sfruttamento petrolifero e minerario selvaggio indetto dai governi centrali.

Nel video (in spagnolo) l’attivista dichiara:
“Noi, donne e uomini da tutte le parti della Sierra, della Cañada (delle valli e delle montagne) degli 11 Popoli nativi… annunciamo che è già arrivato il tempo. Il tempo della nostra indipendenza, perché non è più giusto, perché ci siamo stancati, perché non accettiamo più che ci prendano in giro. …
Vogliamo riprendere le nostre terre, la Madre Terra, l’assemblea del dialogo, i nostri riti, le nostre feste, la faena
(i lavori collettivi che si compiono il mattino presto), le nostre esistenze, la nostra semina, il nostro raccolto, le nostre piante medicinali, la nostra lingua, la nostra comunità, la nostra umanità.
La vostra attenzione, per favore.”

Questo il link al video:
https://youtube.com/shorts/H-xEH3LGtUc?feature=share

Spostando il focus sull’Argentina, il 12 ottobre, a Buenos Aires, l’Organizzazione delle Comunità e dei Popoli Originari ha marciato davanti al Congresso con una parola d’ordine: “¡Nada que celebrar, muchas luchas que sostener!” (Niente da festeggiare, tante lotte da sostenere), denunciando gli sgomberi violenti e la svendita dei territori delle comunità indigene a capitali stranieri, e anche la criminalizzazione di chi lotta per difendere la propria terra.
A livello giudiziario è in corso una battaglia: il 9 ottobre la Corte Suprema, con una misura cautelare, ha sospeso provvisoriamente l’articolo 154 del decreto Milei (DNU 70/2023) che abroga la Legge sulle Terre Rurali, che invece pone limiti all’acquisto di terra da parte di stranieri. Ma la nuova ondata di sgomberi non si è fermata. A Neuquén, la comunità Mapuche Lof Melo, già colpita ad agosto dagli sgomberi violenti (https://www.reterr-lecco.it/patagonia-argentina-sgomberi-violenti-delle-comunita-mapuche-dalle-loro-terre-agosto-26/) ha ricevuto un nuovo ordine di sfratto. Così altre comunità Mapuche sul Río Negro, El Bolsón, e a Mendoza, comunità Diaguita in Catamarca, comunità Ocloya a Jujuy.