Margot Collipal Curaqueo e José Nain Pérez – responsabili dell’Associazione Folilko delle Comunità indigene Mapuche dell’Araucanìa e referenti dell’operazione di sostegno alle lotte del popolo Mapuche – ci scrivono della situazione politica attuale in Cile dopo l’elezione del nuovo presidente di estrema destra José Antonio Kast e della necessità di modificare il progetto sostenuto dalla Rete Radié Resch per far fronte alle politiche repressive annunciate dal nuovo governo.
Riportiamo qui alcuni estratti del loro articolato documento, tradotto e inoltrato dalla Rete di Brescia:
“Premessa
La Nazione Mapuche è stata vittima dell’usurpazione del suo territorio ancestrale fin dalla creazione della Repubblica del Cile, poco più di duecento anni fa.
Nel processo di democratizzazione del paese successivo alla caduta della dittatura militare del generale Pinochet, la classe politica cilena si è impegnata ad avviare un processo di riconoscimento dei diritti dei Mapuche. Sulla base di questo impegno, [nel 1993] è stata promulgata la Legge Indigena 19.253 a protezione dei diritti e delle terre delle popolazioni indigene. Tuttavia, questo governo ha annunciato una modifica all’articolo 13, che afferma la protezione di queste terre.
Inoltre, nel bilancio della CONADI [la Corporazione Nazionale per lo Sviluppo Indigeno creata dalla Legge 19.253] erano state incluse borse di studio per bambini indigeni a sostegno del loro sviluppo educativo. Anche la loro attuazione, però, è oggetto di discussione.
Situazione politica attuale
L’attuale governo rappresenta i settori più reazionari dell’imprenditoria e dell’oligarchia cilena, seguaci e simpatizzanti del regime militare. Questo precedente storico diventa una minaccia concreta per le popolazioni indigene, in particolare per i Mapuche, poiché gran parte del loro territorio è stato occupato dalla dittatura militare e ceduto gratuitamente alle compagnie forestali. Ciò ha mantenuto il nostro popolo in uno stato di costante conflitto con lo Stato e continua mobilitazione per la restituzione delle nostre terre e per la difesa della biodiversità.
La destra cilena, in combutta con i coloni e le compagnie forestali, ha fomentato l’odio e distorto le vere origini del conflitto nel territorio Mapuche, riducendolo a un conflitto criminale (furto di legname) e violenza rurale.
Ora il governo di José Antonio Kast ha annunciato che, in merito alle questioni indigene, avrebbe ridotto o eliminato il budget per l’acquisto di terreni, modificato il budget per le borse di studio indigene, bloccato gli acquisti di terreni. Di fatto, ha già richiesto il ritiro dei fascicoli relativi in esame presso la Corte dei Conti e congelato la concessione dello status giuridico. In altre parole, tutto ciò che è stato ottenuto durante la lotta Mapuche potrebbe essere cancellato da questo governo di estrema destra, persino la continuità della Legge Indigena 19.263 è a rischio.
La resistenza Mapuche è più attiva e vibrante che mai. Difenderemo quanto abbiamo conquistato dalle politiche interventiste e discriminatorie del governo Kast, non permetteremo alcuna manovra che indebolisca le nostre rivendicazioni politiche e territoriali.
Conseguente modifica del progetto sostenuto dalla ReteRR
Ora l’obiettivo è dar forza a un Piano d’azione politico e culturale per contrastare le politiche interventiste e repressive del governo di estrema destra in merito alla restituzione dei diritti dei Mapuche.
Le sfide sono:
– Rafforzare il lavoro comunitario con le comunità della Regione dell’Araucanía, coinvolte da anni nelle rivendicazioni territoriali.
– Stabilire alleanze strategiche con altre organizzazioni Mapuche che promuovano lo sviluppo di attività sociali e culturali e il riconoscimento dei nostri diritti collettivi.
– Rivitalizzare la collaborazione con le Autorità Tradizionali (istituzioni statali come la CONADI, membri del Parlamento solidali con la lotta mapuche, ma anche con il Governo) per evidenziare il ruolo istituzionale dei Mapuche in relazione al governo cileno e alle sue istituzioni.
[Segue una proposta di attività, tempi e costi relativi (entro la quota annuale di contributo solidale dalla Rete Radié Resch)]”


