Artsakh e Armenia: Tristi aggiornamenti Settembre ’23

Dal 19 settembre, quando l’Azerbaijan ha attaccato l’Artsakh (Nagorno Karabakh), Tereza Sargsyan, referente dell’operazione della Rete Radié Resch in Armenia, ci aggiorna quasi giornalmente con informazioni drammatiche che precorrono quanto poi apprendiamo tristemente anche dalla stampa. Il 25 settembre, alcuni giorni dopo la resa dell’Artsakh all’esercito azero, ci scrive:

“È in corso grande esodo da Artsakh in Armenia. Il governo e varie associazioni si stanno mobilitando per accogliere decine di migliaia di profughi (in totale 120mila) che giungono ogni giorno. Stiamo assistendo a una vera pulizia etnica. Il numero delle vittime rimane ancora incerto. Riferiscono che i militari russi uccisi dalle forze azere hanno assistito a delle scene di uccisione dei civili e per questo sono stati eliminati. C’è il racconto dettagliato dell’accaduto che gira nella rete.

La preoccupazione per un nuovo conflitto, questa volta riguardante i confini dell’Armenia, rimane molto accesa. Oggi Erdogan è in visita a Nakhijevan, ha espresso la volontà di discutere con la Russia, l’Azerbaijan e l’Armenia sull’apertura del corridoio di Zanghezur (Syunik) – nel sud dell’Armenia – che collegherebbe l’Azerbaijan con la Turchia in via diretta. L’Iran ha già fatto capire che per loro è inaccettabile. Anche il nostro premier Pashinyan è fermo nel non accordare questo corridoio. Si spera che abbia delle garanzie per poter difendere la sua posizione. Nel caso della perdita della parte sud dell’Armenia immediatamente si erge la questione dell’indipendenza dello stato Armeno.”

Qualche giorno dopo ritroviamo queste informazioni su parte della stampa. Es. nell’articolo di Pierre Haski del 29 settembre riportato da ‘Internazionale’: https://intern.az/1I2F

Teresa continua: “È in corso una guerra ibrida contro il nostro piccolo paese. Si diffondono notizie false, messaggi per aumentare la disperazione e rendere il popolo arreso. Speriamo che questa fase della storia più oscura dei nostri tempi porti anche delle soluzioni creative per perpetuare e difendere la vita. Intanto c’è una grande movimento di solidarietà. Le persone aprono le loro case, offrono quel che possono. La nostra piccola rete armena “Solidarity Network for Armenia” intraprende una raccolta fondi per poter aiutare ad affrontare la crisi umanitaria causata dalla guerra in Artsakh. Ogni piccola partecipazione sarà apprezzata. I nostri riferimenti sono:

COMITATO SOLIDARITY NETWORK FOR ARMENIA

iban: IT07J0760114100001061146732

Bic/swift: BPPIITRRXXX

Grazie”

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