Il 12 aprile, nell’incontro “Accendiamo la luce su CUBA!” Mauro Castelli, delegato Fiom Cgil che ha partecipato alla missione umanitaria “EUROPEAN CONVOY TO CUBA”, ha raccontato della missione e della drammatica situazione in cui si trova Cuba dopo il rafforzamento del blocco americano. La missione, partita dall’Italia con 120 rappresentanti di 19 Paesi e circa 50 Associazioni, era parte di una più ampia missione internazionale, inclusa la FLOTTILLA FOR CUBA, e si è svolta il mese scorso.
Qui seguono estratti del suo Diario di Viaggio:
“La missione si proponeva due obiettivi: uno molto concreto (consegnare direttamente una quantità di circa 5 tonnellate di materiale sanitario e medicine) ed uno politico (rompere il silenzio che soffoca la popolazione cubana in modo drammatico dal 29 gennaio 2026 e smontare la disinformazione).
Nei giorni trascorsi all’Avana -non oltre per non incidere sulle già carenti scorte di carburante- si sono susseguiti incontri con istituzioni politiche e sindacali, molteplici realtà di servizi sanitari e sociali, e personalità significative della società cubana.
… Dal 29 gennaio 2026 – giorno del proclama da parte di Trump del blocco generale di ogni tipo di fornitura di energia all’Isola – il Paese è precipitato in un vero e proprio buco nero, una situazione mai vista nonostante il Bloqueo (blocco) stritoli Cuba da ormai più di 60 anni. Di fatto ci si trova nella quasi totale assenza di rifornimento di ogni tipo di carburante, con pesanti ricadute sulla produzione di energia elettrica, quotidiani blackout più o meno programmati, ed episodi di assoluto blackout in tutta Cuba. Tutto questo rende molto difficile la vita quotidiana della popolazione, perché senza carburante e senza energia si fermano le fabbriche, si fermano i trasporti, si fermano le scuole, le istituzioni… e si fermano gli ospedali, le sale operatorie, le terapie intensive, le culle per i neonati prematuri. Questi blackout hanno già provocato vittime negli ospedali.
… Il capo della brigata medica cubana venuta in soccorso a Torino durante il Covid-19 e attuale viceministro della Salute, dottor Julio Guerra, ha descritto la situazione dei servizi medici nel Paese in questi tempi di soffocamento, le difficoltà con la logistica nel far arrivare medicinali e materiale sanitario a tutti i lavoratori del settore e a tutte le struttura sanitarie, soffermandosi in particolare sulle difficoltà di mantenere terapie salvavita per l’emodialisi, per i trattamenti ai pazienti oncologici, per i grandi interventi e per tutta la specialistica pediatrica.
La voce della dottoressa Aleida Guevara March (figlia di Che Guevara) è risuonata con la forza di chi parla dal cuore stesso della battaglia quotidiana, una vibrante denuncia dalla trincea della sanità pubblica cubana. “I medici che vedete oggi lavorare in questi ospedali, potrebbero essere tutti eroi nazionali del lavoro”, ha dichiarato. Non è un’iperbole. È il riconoscimento di un esercito di camici bianchi che, con salari divorati dall’inflazione e una stanchezza estrema, anche in mezzo ai blackout e alla carenza di tutto si impegnano a mantenere un sorriso per i loro pazienti. Poi la diagnosi di una realtà crudele: la mancanza di carburante paralizza non solo il trasporto, ma la capacità stessa di salvare vite umane. “Devi decidere in che mano mettere il guanto e quale operazione puoi fare”, esponendo con chiarezza come la carenza di derivati del petrolio (necessari alla produzione di guanti, cateteri…) costringa a decisioni chirurgiche che sfiorano l’assurdo. Ma al suo messaggio non è mancata una forte denuncia politica, tutto questo, ogni fiala mancante, ogni dolore che non cessa, ha un nome e un indirizzo: il blocco degli Stati Uniti.
… Nell’Ospedale Pediatrico Borras Marfan, centro di eccellenza nazionale nell’impianto di protesi cocleari nei bambini il problema principale consiste nell’approvvigionamento, visti i costi molto elevati delle protesi. Fino a maggio 2025 acquistavano le protesi da un fornitore danese, poi un’azienda farmaceutica americana ha acquisito le quote di questo fornitore ed ha immediatamente sospeso la vendita all’Ospedale solo perché si trova a Cuba… un altro criminale effetto del BLOCCO. Oggi acquistano in Australia ma con un aumento di costi importante e tempi di consegna dilatati.
… Nell’ambito dell’incontro con le massime autorità di Cuba, Il Presidente Miguel Diaz-Canel ha ripercorso la storia della Rivoluzione cubana e ricordato che il blocco degli Stati Uniti dura ormai da più di sessanta anni e oggi siamo in un contesto internazionale dove le guerre e i conflitti sembrano prevalere nei confronti del multilateralismo, e sottolineato che la decisione unilaterale degli Stati Uniti di imporre il blocco energetico totale sta avendo conseguenze drammatiche sulla vita sull’Isola. E che l’iscrizione di Cuba tra gli stati terroristi significa ulteriori impedimenti all’importazione di merci dall’estero, ricordando che Cuba non ha mai esportato terroristi ma, al contrario, ha esportato medici e solidarietà in tutto il mondo, Cuba non ha mai aggredito nessuno Stato straniero ma ha garantito educazione e salute pubbliche e gratuite per tutti.
… Abbiamo visitato anche la “Escuela Solidaridad con Panamà” inaugurata da Fidel Castro nel 1989, che si occupa di assistenza e riabilitazione per bambini con disabilità motorie di vari livelli. Oggi la scuola si occupa di 201 pazienti provenienti da tutta l’isola, con una equipe di pediatri, logopedisti, psicologi, riabilitatori, fisiatri, stomatologi e infermieri, in totale 141 lavoratori, di cui 71 specialisti. Ci sono bambini che sono permanentemente nella struttura ed altri che arrivano quotidianamente per le terapie. Gli obiettivi sono la riabilitazione fisica e l’assistenza psicologica con lo scopo primario di favorire quanto prima l’inserimento in scuole pubbliche e cercare di far raggiungere un certo grado di autonomia. La scuola risente delle conseguenze del blocco energetico che rende in alcuni casi impossibile ai piccoli ospiti raggiungere tutti giorni la struttura, con inevitabili ricadute sul percorso riabilitativo. Allora il personale ha riorganizzato una parte della struttura per renderla residenziale anche per i bambini che altrimenti non avrebbero più potuto raggiungerla quotidianamente.
L’intera economia dell’isola è bloccata ma nonostante tutto nessuno pensa di arrendersi, anzi, stanno sperimentando nuove forme di resistenza e resilienza, c’è un impegno importante nell’implementare impianti fotovoltaici e nell’aumentare la produzione di alimenti locali.
Tutti hanno ribadito la grande importanza della nostra presenza di solidarietà in questo momento, anche per avere rotto il muro della disinformazione e dell’oblio.
CONSIDERAZIONI FINALI
Non esiste nessun motivo per proseguire questa opera di annientamento nei confronti di una nazione che non ha mai esportato terroristi, venduto armi o foraggiato estremismi, semmai ha esportato solidarietà nel mondo. Basti pensare alle Brigate Mediche che da 63 anni operano in 163 paesi e che nel 2020 durante l’epidemia del Covid vennero per la prima volta in Italia a portare le loro competenze per aiutarci, senza volere niente in cambio. La parola solidarietà è quella che più ho ascoltato in queste giornate, insieme a libertà, autodeterminazione, indipendenza e rivoluzione.
Ogni incontro, ogni esperienza condivisa ha rafforzato un messaggio comune: la solidarietà non conosce confini. La fine del viaggio e il rientro non significano la fine di questa esperienza: lasciate respirare Cuba, questo è il messaggio che dobbiamo continuare a ripetere, deve essere un impegno comune, come quello a favore del popolo palestinese e contro tutte le guerre. Difendere Cuba significa difendere i fondamenti del diritto internazionale, difendere Cuba significa difendere noi stessi, difendere l’Europa che vogliamo:
CUBA NO ESTA’ SOLA”


