La Rete di Casale Monferrato ci ha inviato un aggiornamento di Sylvia Adong Oteng, referente dell’operazione “Wan Oparo” (We Care), sull’operazione e l’attuale situazione in Uganda. Il contributo della Rete Radiè Resch sta permettendo di sostenere gli studi di tre studentesse provenienti da famiglie svantaggiate, che avrebbero dovuto lasciare la scuola ed essere esposte a violenze domestiche in assenza di una borsa di studio: una bambina di 9 anni, che frequenta la scuola primaria, e due ragazze di 20 e 27 anni che frequentano, rispettivamente, la scuola per infermieri e il corso di economia aziendale all’Università di Lira.
Sulla situazione ugandese Sylvia scrive: “Attualmente in Uganda ci sono forti tensioni politiche in vista dell’appuntamento elettorale del 15 gennaio del 2026. Probabile la riconferma di Museveni (81 anni, al potere dal 1986), anche se è forte la protesta dei giovani, che rappresentano più del 50% della società ugandese e non intravedono la possibilità di migliorare salari e condizioni di vita. L’appuntamento elettorale sarà drammatico per i disordini che già si prevedono (nel corso del precedente appuntamento si erano registrati molti morti e feriti). Una conseguenza possibile è il blocco di internet, che il governo usa come misura repressiva.
Intanto la chiusura del programma US Aid da parte degli Stati Uniti di Trump ha determinato la fine improvvisa di molti progetti nel settore sanitario: diversi medici ed infermieri si sono trovati di colpo senza salario. Particolarmente grave è stata la chiusura del programma contro l’HIV, che era totalmente finanziato da fondi americani. Si temono ripercussioni nella diffusione del virus.”


